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Progetto di integrazione socio sportiva per bambini e bambine con sindrome di Down

Il progetto nasce per offrire un’opportunità di integrazione socio-sportiva a bambini e bambine con sindrome di Down, all’interno di una società sportiva.

AIPD garantisce una maggior qualità del servizio offerto occupandosi della selezione dei minori beneficiari e della relazione con le loro famiglie, del reperimento degli educatori che dovranno seguire gli allievi, del coordinamento delle attività e del monitoraggio del progetto.

Struttura e organizzazione

Il minore e la sua famiglia saranno convocati, con la mediazione dell’ AIPD, per un primo incontro in cui verrà illustrato e spiegato il progetto e l’opportunità offerta; verrà fatta una prima analisi per valutare la fattibilità (se il minore e i familiari sembrano interessati e disponibili) che consiste in un periodo di conoscenza tra l’educatore ed il bambino.
Qualora si reputasse opportuno verranno stabiliti ulteriori incontri prima dell’inizio della frequentazione del corso, per chiarire dubbi o fornire e avere ulteriori informazioni. Sarà obbligatorio effettuare una visita medica (certificato di sana e robusta costituzione) e una lastra nella zona cervicale per l’accertamento dell’assenza di patologie incompatibili con lo sport .

 

Il bambino sarà inserito nella categoria di età più idonea alle sue caratteristiche (peso, altezza e sviluppo).
Il corso inizierà nei mesi di settembre/ottobre e avrà termine a giugno. La frequenza degli allenamenti sarà di due volte la settimana (sarà valutato se le condizioni del minore e il suo stile di vita gli consentano di frequentare il corso una o due volte la settimana); i giorni saranno stabiliti in base alla disponibilità della società sportiva e degli impegni del minore. Il minore dovrà frequentare il corso con regolarità (come stabilito nel protocollo d’intesa) e le assenze prolungate saranno giustificate solo in presenza di motivi reali e seri.

L’educatore è presente prima, durante e dopo l’allenamento in campo; durante l’allenamento ed in particolare nella fase iniziale farà da tramite tra il bambino e il nuovo contesto; è consigliabile nei primi tempi tenere il bambino in palestra e limitare ogni altra attività al di fuori di essa (giocare ad altro) per fargli comprendere l’importanza dello sport che si appresta a fare, anche se inizialmente per breve tempo.
Si prevede il rapporto 1/2(1educatore-2 bambini/e).
Durante tutta la durata del progetto verrà effettuato un lavoro metodico di osservazione delle dinamiche e dell’andamento del progetto (monitoraggio); a tale scopo verranno effettuati incontri di equipe di valutazione (tra educatori ed allenatori) con frequenza mensile.
Alla fine di ogni anno di corso verrà effettuata una verifica finale dei risultati raggiunti e verrà valutata la conferma o meno per l’anno successivo.

Destinatari dell’intervento
Destinatari primari: minori con Sindrome di Down iscritti all’ AIPD che non presentino patologie fisiche incompatibili con la pratica sportiva.

Destinatari secondari:

  • minori iscritti alle squadre del minibasket;
  • allenatori delle squadre
  • famiglie dei minori;
  • la comunità locale

Equipe:

  • un coordinatore figura di raccordo tra educatore , famiglia e società di basket
  • le educatrici sostegno al bambino riferimento per la famiglia collabora con gli allenatori attento al cambiamento
  • gli allenatori competenze specifiche sportive

Finalità
Promuovere momenti di integrazione e scambio tra bambini con Sindrome di Down e non, attraverso la disciplina sportiva del basket al fine di contribuire ad un generale miglioramento della qualità di vita; attivare (o rafforzare) una possibile rete di sostegno.

Valutazione e monitoraggio
Al fine di elaborare un percorso di maturazione adeguato alle esigenze del singolo minore verrà effettuata una prima valutazione duramente il periodo di inserimento, per poter stabilire le capacità e le potenzialità del bambino (punto di partenza) e stimare i possibili obiettivi da implementare (punto di arrivo). Verrà effettuato un primo incontro di equipe per poter inquadrare la situazione globale del bambino (età, situazione familiare, problematiche e potenziali conosciuti, personalità del bambino). Seguirà un breve periodo di osservazione delle reazioni del bambino nelle sue prime esperienze (fase di inserimento) sul campo e con la squadra: indipendenza e cura personale, reazione del bambino al gruppo, reazione del gruppo al bambino, elementi di stimolo, elementi di disturbo, capacità fisiche, capacità di apprendimento, partecipazione, interesse e soddisfazione personale, ecc… Questa prima fase di valutazione si concluderà con la stesura del progetto individuale concordato dall’intera equipe e tutti gli attori coinvolti nel progetto stesso.
Verrà costantemente effettuato un lavoro di osservazione sistematica per poter controllare l’andamento di quanto si sta implementando ed effettuare la rettifica di eventuali deviazioni dall’idea progettuale originaria, deviazioni dovute ad errori di progettazione o di cambiamenti relativi al contesto di riferimento. Lo strumento principale sarà un diario redatto dall’operatore che seguirà il bambino nel quale egli riporterà per iscritto l’andamento dell’allenamento.
Inoltre verranno effettuate riunioni di controllo di staff con cadenza mensile. In questi incontri si discuterà delle attività realizzate e si programmeranno di nuove. Lo staff incontrerà la famiglia di ogni bambino in riunioni individuali ad inizio e metà anno, mentre a fine anno è previsto un incontro conclusivo di condivisione e valutazione dell’esperienza.

Lo scopo del progetto è di coniugare la dimensione sociale e sportiva del minibasket con la sua valenza educativa. Parallelamente il progetto favorisce la crescita dell’autostima nel partecipante, rendendolo protagonista dei propri piccoli-grandi successi personali (saper palleggiare, effettuare dei passaggi con i compagni di squadra, riuscire a fare canestro).
Nella realizzazione del progetto la modalità dell’integrazione dei bambini con sindrome di Down con i pari età si realizza in maniera diretta attraverso il gioco, attraverso la condivisione di uno scopo comune, attraverso il divertimento condiviso. In questo l’allenatore è costantemente supportato, durante e prima lo svolgimento dell’attività, dall’operatore AIPD che gli illustra le principali caratteristiche psicologiche dei bambini, gli suggerisce modalità di dialogo e di interazione più semplici, gli propone delle tipologie di attività più congeniali alle caratteristiche fisiche degli utenti.
Attraverso la pratica sportiva si intende offrire un percorso educativo che contempli tre aree:
acquisire nuove autonomie, aumentare le occasioni di socializzazione nel gruppo dei pari, conoscere e praticare un nuovo sport.

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